venerdì 29 novembre 2013

GRAZIE DI TUTTO COSTANZO 

Cesare Allara

E’ da due giorni che mi sto sforzando di ricordare quando Costanzo Preve ed io abbiamo cominciato a frequentarci regolarmente. Conoscevo Costanzo fin dagli anni Settanta, ma solo di vista, perché all’epoca militavamo in due gruppi diversi: lui in Lotta Continua, io in Avanguardia Operaia. Mi sembra che i nostri contatti divennero gradualmente più intensi verso la fine degli anni Novanta sul tema dell’imperialismo, quando io mi occupavo di bambini iracheni malati e lui fu una delle pochissime personalità che si schierarono apertamente contro l’aggressione alla Jugoslavia. Ricordo che, dopo un dibattito, mi disse che aiutare la popolazione irachena massacrata dall’embargo era una delle poche cose intelligenti per cui valeva la pena di spendersi in quel momento.

Forse non ci fu una circostanza specifica che ci indusse a vederci con assiduità. Contribuì senza dubbio la pubblicazione del suo libro “Il bombardamento etico: saggio sull’Interventismo Umanitario, sull’Embargo Terapeutico e sulla Menzogna Evidente”, a detta di molti la sua migliore opera fra le tante editate, oserei dire uno dei migliori saggi in assoluto usciti negli anni Novanta che ho riletto tre volte in periodi diversi. Ma contribuì soprattutto la consapevolezza che entrambi parlavamo con lingua dritta, al solo fine del reciproco arricchimento culturale.
Sì, perché Costanzo Preve è stata una di quelle rare persone che ha sempre esternato liberamente il suo pensiero, pur sapendo che ciò avrebbe avuto pesanti conseguenze. Le sue posizioni sempre estremamente scorrette politicamente gli sono valse l’isolamento mediatico, politico e l’accusa di fascismo, di rossobrunismo. L’ultimo suo libro su Marx pubblicato con un editore di “sinistra” (Bollati Boringhieri) ebbe una recensione su La Stampa talmente negativa, quasi offensiva, che anche chi di filosofia ne mastica poco capiva che il recensore era prevenuto nei confronti dell’autore.
Nell’ultimo anno di vita ci siamo visti poco: per via dei suoi acciacchi fisici i nostri incontri erano assai più rari, e limitati a poche decine di minuti. Non aveva più le forze per scrivere e discutere. Una delle ultime volte che sono andato a trovarlo, parlando del suo libro del 2008 “La quarta guerra mondiale” , anche in questo caso uno dei migliori saggi degli anni Duemila, mi ha espresso tutta la sua amarezza per la scarsa attenzione ricevuta, probabilmente perché pubblicato da “Edizioni all’insegna del Veltro”. Chi superando stupidi pregiudizi volesse leggerlo farebbe due ottime azioni: renderebbe felice Costanzo e contemporaneamente ne trarrebbe notevole beneficio culturale.
Grazie di tutto Costanzo.
Torino, 25 novembre 2013