lunedì 25 novembre 2013

  • Addio al Filosofo Costanzo Preve


     Antonello Cresti / liberazione.it



    Mi era capitato, proprio alcuni giorni fa, di condividere con persone a me care il pensiero di Costanzo Preve sui fenomeni incarnati da Vendola e Renzi. Al solito la sua analisi, spietata, mi era apparsa di una lucidità e di un rigore incredibile e “previani” erano stati anche due miei recenti articoli… Questo era il nutrimento che Costanzo Preve mi offriva quotidianamente oramai da diversi anni e la notizia della sua morte mi fa sentire un po’ più solo… Preve, piemontese, classe 1943, è tra i massimi interpreti del pensiero marxiano e studioso di filosofia; quella per la filosofia, parafrasando il titolo di un libro che lo riguarda, è stata una “passione durevole” che lo ha accompagnato per tutta la vita, dagli studi universitari, alla attività di insegnamento, sino alla vastissima produzione bibliografica, particolarmente intensa nell’ultimo trentennio. Preve non era il classico “intellettuale piacione” gradito ai salotti televisivi: sorrideva poco, sapeva graffiare, preferiva utilizzare gli strumenti della critica radicale in ogni occasione, inoltre il suo concepire il ruolo dell’intellettuale in maniera eretica l’aveva portato a confrontarsi davvero con tutti, anche con personalità provenienti “dall’altra parte” e questo in particolare fu la causa di molti e ingenerosi attacchi nei suoi confronti, soprattutto negli ultimi dieci anni. In verità raramente possiamo trovare un pensiero più coerente (pur in continua evoluzione) come quello di Preve, uomo talmente rigoroso con se stesso, da abbandonare una lunga militanza politica (era già passato dal PCI a Lotta Continua) al momento dello scioglimento di Democrazia Proletaria: da quel momento era necessario che la sua ricerca, pur rivolta all’altro, comunicasse il deserto fuori e dentro di noi sopraggiunto con la fine delle ideologie storiche. Eretico marxista fino all’ultimo Preve non ha mai abdicato alla volontà di interpretare e “disinnescare” i guasti del presente, senza farsi schiacciare dal passato e la sua critica ha sempre contenuto una pars construens che merita oggi di esser condivisa con tutti, con fiducia ed animo speranzoso: " Oggi la peccaminosità è compiuta e forse ci sono le precondizioni sociali perché una nuova forma di coscienza possa nascere. Io non la vedrò sicuramente, ma è molto possibile che le persone che hanno oggi venti o trent'anni non soltanto la vedano, ma ne siano anche protagonisti! " Ciao Costanzo, cercheremo di esser degni del tuo coraggio e del tuo intelletto.