martedì 17 dicembre 2013




Giovanni Donaudi

"Ho accolto con smarrimento la notizia della scomparsa di COSTANZO PREVE, filosofo neo-marxista ed esponente di un modo di pensare molto isolato e al di fuori di schemi e dicotomie ormai superate.
Era nato a Valenza Po in provincia di Alessandria nel 1943, aveva perciò da poco compiuto i 70 anni. Purtroppo non avevo mai avuto occasione di andarlo a trovare per discutere di persona (cosa che ci eravamo tante volte ripromessi reciprocamente), ma ci eravamo spesso incontrati in diverse conferenze e dibattiti (la prima volta nel '95 al C.S.A. "Isabella" di Torino, quando ancora in tale area non si era giunti ancora al demenziale settarismo da "ecce bombi" di questi ultimi anni).
Avevo letto suoi interventi su "La Lente di Marx" (la bella rivista di Claudio Moffa) che gli costarono la gratuita accusa di "antisemitismo" da parte della "Torino perbenista/azionista/ agnellesca/savoiarda" più che "marxista").
Costanzo non rinnegò mai il Marxismo (anche se di esso dava un'interpretazione più idealistico-hegeliana che non rozzamente materialistica), ma voleva confrontarsi un po' con tutte le "campane" e ciò lo portò a incontrarsi con intellettuali provenienti dalla c.d. "nuova destra" e a collaborare (pur mantenendo intatta la sua posizione ideologica) con alcune delle loro riviste.
Nulla di nuovo, in fondo. Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia ed ex militante di Potere Operaio, lo aveva già fatto nel 1982 e dieci anni dopo era stato il caso di Alexander Langer dei Verdi (purtroppo morto suicida qualche anno dopo).
E' stata una grave perdita per chi vuole veramente contestare il capitalismo finanziario attuale (non più espressione della classe borghese storica, ma più concretamente "post- borghese & post- proletario").
C'era un' affluenza molto eterodossa al suo funerale, nella chiesa della Crocetta a Torino (Costanzo non era credente, ma con una strana operazione intellettuale, pur senza convertirsi, aveva chiesto il funerale religioso greco- ortodosso (la religione che era stata di sua madre), cosa che non si è potuta attuare, in quanto non era stato battezzato in quella chiesa), da intellettuali provenienti dalla destra a filo- mussulmani italiani, da comunitaristi ai vecchi compagni di Democrazia Proletaria (partito in cui Preve era stato per breve tempo nel Direttorio Nazionale con Luigi Vinci e Giovanni Russo Spena, prima che, l'opportunismo italiota di Mario Capanna mettesse in scena l' emerita pagliacciata dei "Verdi Arcobaleno" , col risultato di spaccare un partito gauchista che avrebbe costituito una reale alternativa al $i$tema), dal pacifista e non-violento integrale (ma pacifista vero! anche quando si tratta di guerre "umanitarie") ed ex prete Enrico Peyretti agli anarchici Cosimo Scarinzi (unico della F.A.I. di corso Palermo ad essere presente) e il nostro amico e collaboratore casalese Pier Luigi Verrua.
Alla Famiglia Preve i nostri più sinceri messaggi di cordoglio e di solidarietà."